Gianni Morandi

23 04 2016

Gianni Morandi_Capitani Coraggiosi_Semigiò_restaurant_VimercateGli artisti di fama… creature spesso misteriose, lontane dal quotidiano, quasi fosse un’umanità parallela a quella che popola le strade e le case del nostro mondo. Icone, miti, che dall’alto della loro esistenza privilegiata (e tormentata) lanciano sguardi sfuggenti ai comuni mortali. Poi esistono gli uomini-artisti, quei rari esemplari capaci di dispensare sogni senza vanificarli col tocco amaro della superbia. Gianni Morandi è uno di questi ultimi. Per davvero. E gusta il sapore della vita saltando dai brividi elargiti da un applauso a quelli regalati dai piccoli risvolti di una comune giornata. Perché sa che le due dimensioni fanno parte di una stessa vita e la rendono davvero piena.

Ci è capitata la fortuna di conoscerlo, in una di quelle tardissime sere di ristoranti che fan coda ad un concerto: lo abbiamo avvicinato per una stretta di mano, ne è nata un’intesa che oggi azzarderemmo a chiamare amicizia. Perché Gianni è così, ti guarda con la curiosità di un bambino, ti parla con la semplicità e l’entusiasmo che dovremmo ritrovare un po’ tutti. Gianni non ha paura di vivere, e lo fa con la grinta e il sorriso di chi non vuol perdersi neppure il più piccolo sorso di esistenza. Non è il suo infinito percorso artistico che vorremmo celebrare qui, seppure lo apprezziamo profondamente, ma la sua arte del vivere. Del sapersi circondare di persone “vere”, come la sua preziosa segretaria Ketty, che ha la timidezza di una figlia e le attenzioni di una madre. Come la sua splendida moglie Anna, che ne condivide momenti di gloria e stupenda semplicità, “essendoci” sempre.

Gianni è stato spesso definito “l’eterno ragazzo”per aver conservato negli anni un aspetto giovanile e vivace… Ora sappiamo quanto sia giovane il suo spirito, ogni giorno pronto a gettarsi nel gioco mai banale della vita.

Nel dirti grazie, ci auguriamo di aver imparato una gran bella lezione e di riuscire a somigliarti almeno un po’.





ALESSANDRO DE SANTIS, UN ANNO CON SEMIGIO’

10 10 2014

Semigiò_Alessandro De Santis_Vimercate_Gamero Rosso_restaurant_ristorante_sormani_donders_riccio_Brachetti_Baglioni_Monza_BrianzaEsistono percorsi imperscrutabili, costellati di vicissitudini e a volte incognite. Poco più di un anno fa il nostro chef di allora, colui con il quale avevamo iniziato questa avventura, ci annunciò la sua volontà di intraprende scelte differenti dalle nostre. Legittimo, e a volte inevitabile.  Per noi si apriva una prospettiva di incertezza, per il timore che Semigiò potesse non essere più ciò che stava diventando con tanta fatica. Sul pavimento all’ingresso del nostro locale da sempre campeggia la scritta “La vita è l’arte dell’incontro”…  E come una profezia, dopo una ricerca febbrile e allo stesso tempo necessariamente ponderata, ecco arrivare la mail di presentazione di Alessandro De Santis:  chef 33enne, con esperienze di tutto rispetto che lo avevano visto protagonista a Miami nel prestigioso ristorante “Bang”, a New York presso la Residenza della famiglia Versace, e poi in Argentina a Buenos Aires e infine per più di 10 anni in Spagna dove si era diviso fra Madrid e Toledo. I numeri, sulla carta, sembravano esserci tutti, ma sapevamo bene che le persone vanno valutate e apprezzate col tempo, per ciò che realmente si dimostrano di essere. E’ stato in questi mesi, imparando a conoscere Alessandro, che abbiamo scoperto in lui una persona d’uno spessore umano non comune e un professionista dotato di una grande umiltà, qualità che pochissimi chef conoscono. Quell’umiltà che fa veramente grandi le persone capaci.  E’ trascorso un anno, e a detta non solo nostra ma dei Clienti più affezionati Semigiò è cresciuto, sia in termini di qualità che per il clima affiatato che si respira, anche dietro le “quinte”. Grazie, Alessandro….

E, se non te lo avessimo detto abbastanza durante questi 12 mesi, benvenuto al Semigiò!





“Oltre l’insieme” dal 9 al 22 giugno 2014

17 05 2014

“Oltre l’insieme” è il primo evento che raccoglie in un’unica esposizione le opere tratte da “I miei punti di vista” del nostro Giorgio Donders.

Donders_Semigiò_ristorante_brachetti_Vimercate_giorgio donders_i miei punti di vista_heart_Invito_Obra

 

“I miei punti di vista” sono scatti fotografici atti a cogliere un preciso particolare, un frammento di realtà che lo sguardo umano tende di solito a non osservare attentamente, proprio per la sua propensione a cogliere “l’insieme” delle cose.

Ecco che invece, nelle opere di G.D., l’occhio dell’obiettivo cattura (e restituisce a quello umano) piccoli e affascinanti particolari i quali – estrapolati dall’insieme a cui appartengono – assumono vita e caratteristiche proprie.

E’ di chi le osserva, l’interpretazione libera e sognante di queste figure.
Sono immagini che fanno pensare all’opera di un pittore, esplosioni di colore o geometrie perfette che giocano con la loro parte inafferrabile: le sfumature. La fotografia si fa quadro.

Il nome di ciascuna di queste “figure”, ovvero la cifra indicante la latitudine del parallelo al quale è stata scattata la foto, vuole simboleggiare la non contestualizzazione della rappresentazione: si potrebbe infatti andare a individuare la circonferenza della terra lungo la quale è stato immortalato l’oggetto, ma non il punto preciso. Ed è proprio l’inafferrabilità dell’immagine ad amplificarne l’efficacia, offrendo all’osservatore un’emozione del tutto simile a quella suscitata da un gioco di prestigio: se ne coglie lo straordinario effetto, ma non il trucco. Lasciando intatta quella parte di mistero che ha il compito di affascinare l’uomo.

Ognuna di queste immagini ha la straordinaria caratteristica di nutrirsi di luce: basterà infatti osservarle spostandosi nella visuale per notare come esse (in particolar modo se colpite da una fonte luminosa) straordinariamente mutino per toni e cromie fino a diventare “vive”.

La raffigurazione proposta da G.D. è quindi qualcosa che non vuole appartenere al concreto e allo statico, ma piuttosto sprigionare il libero e multiforme volo dell’immaginazione.

Heart

Via Manin 2, (ang. via Trezzo) Vimercate (MB)

per informazioni: info@associazioneheart.it – tel. 3662281208

www.imieipuntidivista.com





Doppio ma Unico!

8 12 2013

Brachetti_semigiò_semigio_vimercate_milano_restaurant_ristorante_gam,bero rosso_comune_migliore_elegante_lusso_mangiare

Arturo gioca con i colori della vita, da sempre. Eterno bambino, sposo fedele dello stupore, immortale come dev’essere la voglia di sognare. Ora c’è un altro testimone della sua imperitura giovinezza, ha il suo volto, le sue mani, i toni accesi dei suoi occhi e del suo costume. E come lui è destinato all’eternità.

Il museo parigino di Grevin, dal 2 dicembre scorso, espone la statua di cera del nostro grande artista italiano, con tanto di cambio di costume che avviene – grazie ad uno speciale meccanismo – ogni trenta secondi. La statua, davvero indistinguibile dall’Arturo originale, va ad affiancarsi all’interno del museo ad altri personaggi italiani quali Leonardo da Vinci e Luciano Pavarotti, a testimonianza di come il nostro Paese abbia dato e continui ad offrire eccellenza al mondo intero… Chissà quando anche noi ce ne accorgeremo davvero!
Accanto a Brachetti, nel giorno dell’inaugurazione dell’opera, era presente anche un emozionato Andrea Aste, disegnatore del costume variopinto indossato dalla statua e rappresentante il sole e la luna. Arturo ci aveva visto bene quando, alcuni anni fa, ci presentò il giovane pittore dicendo che avrebbe realizzato grandi cose: ora Andrea Aste può vantare alcune sue opere esposte alla Biennale di Venezia, realizzazioni di scenografie teatrali per il grande Arturo, e sempre per lui quest’ultima bellissima opera. All’artista e amico Andrea va un grazie da parte di Semigiò per aver affrescato di suo pugno l’intero locale, prima che i suoi impegni lo portassero in giro per il mondo. E ad Arturo vogliamo dire di continuare ad essere ciò che è, quel bambino giocherellone con l’espressione furba impressa sul volto, la stessa con cui ci guarda la sua straordinaria statua di cera… Che ora testimonia ufficialmente quanto sia diventato “grande”, ma lui fortunatamente non lo sa.

Grevin_brachetti_semigiò_semigio_restaurant_vimercate_monza_gambero rosso_ristorante_comune_giornale_teatro_elegante_lusso_mangiare_

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Una marcia in più.

5 09 2013

Semigiò_semigio_Ricciardo_Daniel_Ristorante_vimercate_monza_formula 1_gambero rosso_brachetti_facebook_restaurant_sormani_donders_riccio_formula uno_gran premioUna visita inattesa… Un po’ di corsa, com’è nel suo stile, ma questa volta perché gli impegni del giorno seguente gli impongono di andare a riposare quanto prima.  E’ venuto a cena da noi, è insieme ad un suo amico di vecchia data del quale non si dimentica mai ed altre persone a lui care: è Daniel Ricciardo, il primo pilota dell’Australia Occidentale a gareggiare nella massima serie automobilistica, la Formula Uno.

Ha solo 24 anni ma la sua carriera è già costellata di successi e di tenacia che promettono di portarlo lontano. In pochi anni si è guadagnato stima e fiducia da parte dei team Toro Rosso e Red Bull dimostrando di avere la stoffa di un campione, eppure la sua marcia in più a noi appare la semplicità con la quale si porge:  sorride con quell’aria di ragazzo solare, è estremamente  cordiale, non accenna mai ad erigersi a “star”. In un mondo popolato da persone che, per molto meno, hanno la presunzione di essere superiori al proprio prossimo, l’umiltà di un ragazzo fuori dal comune ci regala un senso di serenità e ci fa sperare nei veri successi della vita.

Grazie, Daniel.





“Cosa faremo da grandi…”

26 07 2013

Caro amico, ti scriviamo….

El Dolz_Semigio_Semigiò_Rapallo_Vimercate_Gambero Rosso_Santin_pasticceria_liguria_genova_macaron_monza_ristorante_brachetti_baglioni_sormani_donders_riccio_casagrande_stefano

per il desiderio che le emozioni restino impresse, non solo nella nostra memoria, ma possano raggiungere quella collettiva. Perché ci sono cose, gesti, piccoli e grandi atti di coraggio che meritano di essere menzionati. Ne parlavi già qualche anno fa, quando sembrava impossibile. Quando avevi un altro lavoro, un’attività che ti realizzava e nella quale eri impegnato con tutto te stesso,  mentre già la tua mente cercava altri spazi. Ne parlavamo, quando cucinavi per un gruppo di amici, e riuscivi a stupirli con lo stesso effetto di un gioco di prestigio… Qualche giorno fa abbiamo visitato il tuo nuovissimo piccolo regno, quello che hai creato con la forza che solo passione, coraggio e follia possono elargire.  Hai gettato alle spalle la tua vita precedente ed ora sei, per tutti, “El Dòlz”:  un piccolo paradiso per il palato, un angolo di mondo nel quale ricevere una coccola, un posto dove i profumi sanno di buono. Tutto incorniciato dalla tua abilità nel preparare quelle delizie, la tua accoglienza e quell’affabilità che abbracciano il cliente e lo rendono ospite. Tralasceremo di soffermarci su ciò che hai dovuto affrontare e superare: dubbi, difficoltà, il peso delle scelte… E quanto di ciò che è “El Dòlz” è opera tua, anche manuale, frutto di giorni e notti di lavoro… Per non considerare la preparazione professionale che hai dovuto raggiungere per meritarti a pieno il titolo di “Mago del Dolce”.   Preferiamo ribadire che la sintesi di tutto questo è il coraggio. Di reinventarsi, mettersi in gioco, credere fino in fondo in un sogno. Perché quelli come te e come noi, caro amico, sono destinati a cambiare pelle più volte e seguire le luci all’orizzonte, fino a scoprire che a volte si possono acchiappare… E così l’altra sera, mentre stavamo lasciando il tuo piccolo immenso regno, ci hai lanciato un saluto e un’ultima bellissima frase: “Ragazzi… ricordate che dovete ancora dirmi cosa farete da grandi!”

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“El Dòlz” Piazza della Chiappa, 3 – 16035 Rapallo (GE)

www.ultima-tentazione.blogspot.com





“Con Voi”

20 07 2013

L’armonia scaturita dalle linee eleganti di una mano. Una mano, intenta a creare l’eleganza di chissà quale armonia.

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Claudio mi ha insegnato a giocare con le parole, o forse mi ha insegnato a sognare.

Mi ha insegnato che dopo aver toccato il cielo con un dito, può esserci ancora cielo.

E dopo un’avventura, un’avventura nuova.

E sa di nuovo, ancora una volta e incredibilmente, il viaggio che il musicista – incantatore Claudio Baglioni ha intrapreso da qualche mese a questa parte: “CON VOI”.  Quando tutto sembrava già scritto, tutto assoggettato al medesimo copione, ecco una nuova idea a mescolare i pensieri, rimettere in gioco le attese, dipingere i tratti ammalianti dello stupore.  Non un altro disco, ma un altro modo di creare e “presentare” musica, canzoni inedite che nascono una dopo l’altra a distanza di qualche settimana. Ognuna a sé, come singole fotografie che fissano un istante e lo rendono memoria.  In questo tempo, dove la fretta la fa da padrona e tutto viene consumato con velocità impietosa,  Claudio ha deciso di non preparare un insieme di 10 o 12 canzoni incorniciate da una copertina, oltre la quale ormai pochi  avrebbero avuto voglia di frugare; i network avrebbero deciso la traccia -traino del disco logorandola nel giro di poche settimane; il resto sarebbe rimasto un contorno sfumato, riservato agli accaniti estimatori delle sue note e delle sue parole.  Claudio ha pensato invece che ogni brano dovesse avere il suo tempo, perché al tempo stesso godesse della possibilità di restare nel tempo.

Ed è così che proprio il tempo – anziché essere bruciato in fretta – torna ad allungarsi magicamente in una stagione che ha spazio infinito per accogliere un titolo dopo l’altro, senza scadenze prefissate, senza una fine annunciata del percorso… Quasi ad insegnarci che un percorso non ha mai fine.

Benvenuto allora a questo nuovo stimolo, a queste nuove attese.

A quella mano che una foto ha legato per sempre alla musica.

www.con-voi.it

www.baglioni.it

La domanda di Sergio a Claudio:

Il brano “Dieci Dita”: