Come dentro un film…

24 06 2013

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Abbiamo scelto il titolo di una canzone per sintetizzare ciò che è accaduto pochi giorni fa al Semigiò. Ci è sembrato di vivere l’ennesimo piccolo sogno. I protagonisti, ancora una volta e senza falsa retorica, siete stati Voi, le persone che in questi quasi 4 anni di attività ci hanno di volta in volta scelto e gratificato con la loro presenza. Un piccolo gruppo rappresentativo, certo, quello della sera del 17 giugno… ma più che mai simbolico, quasi a voler esemplificare e quasi ricomporre le tante sembianze che hanno popolato e, ci auguriamo, popoleranno le serate di Semigiò. Quella sera c’erano i riflettori, un direttore della fotografia, un’autrice e un regista che catturava attraverso l’occhio delle telecamere ogni più piccolo particolare, ogni espressione, ogni colore. Per ritrovarsi davvero dentro un film, con l’intenzione di ricreare quelle atmosfere che tante volte hanno stemperato la nostra stanchezza e difficoltà e ci hanno fatto chiudere la giornata col volto che accennava ancora a un sorriso. “Semigiò in un video” sono due minuti intensi di racconto attraverso le immagini, il nostro modo di scattare una foto a un’emozione e provare a fermarla per sempre.





EK = Emis Killa

2 06 2013

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Emiliano Rudolf Giambelli, classe 1989 meglio conosciuto come Emis Killa.

 

 

E’ lui l’affermato rapper italiano che in pochissimi anni ha scalato le classifiche dei dischi più venduti in Italia certificate dalla FIMI.“Parole di ghiaccio”, brano dell’album “L’erba cattiva” pubblicato nel gennaio del 2012, tocca con il suo video ufficiale su Youtube  in meno di due settimane 2,5 milioni di visite. Il record per un artista italiano.

A marzo di quest’anno (2013) l’album diventa disco di platino con oltre 60.000 copie vendute.

Vi lascio il link per visitare il suo sito web e scoprire il mondo di Emis Killa.

www.emiskilla.it





Cerchiamo Voi!

25 05 2013

 

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Senza tempo!

1 05 2013

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Gli artisti, quelli veri, sono come i grandi amori. Ci legano a sé, da vicino o da lontano, e quando succede di incontrarli nuovamente ti travolgono con quell’onda emotiva che ti fa ritornare vivo. La sesta volta come spettatori di “Canto… perché non so nuotare” e noi più coinvolti che mai, da quello spettacolo che attraversa l’Italia (e non solo) da oltre sette anni e vive della grande capacità comunicativa di Massimo Ranieri.  Ancora una volta la conferma che il talento e la passione possono superare qualsiasi limite: l’artista su quel palco sta per compiere 62 anni ma sprigiona l’energia di un vent’enne, regalando per quasi tre ore una performance da  vero atleta. Nei camerini, al termine dello show, ci riceve col sorriso di quello “scugnizzo” che in fondo è sempre rimasto, ci riconosce e ci abbraccia con un’energia che ha su di noi l’effetto di un’ulteriore scarica di adrenalina. Impossibile non avere voglia e curiosità di assistere anche all’altro spettacolo dal titolo “Viviani Varietà” che l’artista sta contemporaneamente interpretando e che presto approderà al Teatro Nuovo di Milano, per la regia di Maurizio Scaparro, con scene e costumi di Lorenzo Cutuli:  Massimo ce ne parla e ci racconta di un viaggio tra poesie, parole e musiche in quel recupero di un passato più che mai attuale, e che sa regalarci l’energia per guardare al futuro. Perché certe forme d’arte sono come i grandi amori, non hanno tempo.





Alberto Patrucco da Semigiò

16 04 2013

Tratto dal sito: www.albertopatrucco.it

Chi lo conosce sa come si presenta in palcoscenico: semplicemente con la sua faccia e la sua verve. Classe 1957, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto.

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Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta con apparente leggerezza, rifugge ai travestimenti e ai lazzi pseudoclauneschi. Non vuole trasmettere messaggi, dice e ripete che non ha niente da insegnare a nessuno e, addirittura, afferma di non sapere di preciso ciò che vuole. E non gliene importa niente. Perché, di sicuro, sa ciò che non vuole.

Non vuole riproporre in teatro direttamente a contatto con il pubblico (come oggi sempre più spesso sembra accadere), i tempi e i modi della televisione. Dove contano i minuti e i secondi e dove gli spettatori, ossia coloro che effettivamente assistono in prima persona alla trasmissione televisiva, perdono la spontaneità, perché da guardatori si sentono guardati.

È Alberto Patrucco, attore comico di prima grandezza, ben noto alle platee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sull’innata capacità di plasmare il linguaggio e i fatti. Nelle mani di Alberto Patrucco, le parole si trasformano in clava o fioretto, secondo le esigenze del monologo. Niente travestimenti e non sense, nulla di demenziale o farsesco. La comicità di Patrucco attinge e si alimenta dall’infinito serbatoio della realtà. Gli accadimenti sono quindi modificati e restituiti al pubblico privi di qualsiasi indulgenza all’imparzialità.

Con una sua personalissima strategia discorsiva, Patrucco, tratta un argomento, lo rivolta, creando vivissima attesa, per giungere, con arguzia e irresistibile comicità, ad inaspettate conclusioni.

Se il mondo del cabaret, di questi tempi, declina inesorabilmente, da un lato verso la macchietta e la parodia, dall’altro verso uno stile che si avvicina di molto al comizio, Patrucco si allontana da tutto questo.

Niente gag di basso cabotaggio o profetiche verità. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c’è sempre il filo di un ragionamento che, dopo e al di là dell’effetto comico, fa meditare. Alberto Patrucco, come pubblico e critica testimoniano, è oggi uno degli attori comici più completi e rappresentativi del nostro cabaret. Ciò che offre è un’angolazione, un punto di vista, un’intuizione. Il pubblico, potrà farne ciò che vuole.





San Valentino 2013

1 03 2013

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“TUTTO IN UN ABBRACCIO” E’ STATO IL TITOLO E IL TEMA DELLA NOSTRA SERATA DI SAN  VALENTINO 2013.

UN GRAZIE A TUTTE LE COPPIE CHE HANNO VOLUTO “STRINGERSI” NELL’ATMOSFERA COMPLICE DI SEMIGIO’…





Zelig Circus 2013

28 02 2013

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Ci sono amici che restano tali malgrado le strade, apparentemente, si separino. Vent’anni e più fa, io ero un ragazzino che si affacciava al mondo del cabaret milanese, all’epoca fatto ancora di quei locali un po’ fumosi dove artisti di ogni età si esibivano uno dopo l’altro, col proposito di riempire di risate quelle salette intrise di mille storie. Scrivevo e recitavo i miei testi di “imitatore”, cucendoli addosso ai personaggi televisivi dei quali proponevo la caricatura, ed ogni sera era una bellissima sfida. Una fantastica avventura. I miei compagni di imprese erano quasi sempre più grandi e più esperti di me, artisti di vario genere che calcavano gli stessi palcoscenici e dai quali imparavo ogni sera qualcosa. Uno di questi è un tale Michele Foresta, allora come ora meglio conosciuto come “Mr. Forest”. Già a quei tempi otteneva un enorme successo durante i suoi monologhi; oggi è il personaggio televisivo di grande popolarità che tutti conosciamo. Io nel frattempo ho messo da parte quella magica esperienza e sono tornato ad essere in tutto e per tutto, uno “spettatore”: non starò a dire quanto stimi l’artista Mr.Forest e quanto lo ritenga espressione di una comicità innata e al tempo stesso magistralmente coltivata, dirò soltanto che ogni qualvolta ho l’occasione di incontrarlo (come è successo pochi giorni fa dietro le quinte della trasmissione “Zelig”) ritrovo la stessa persona di vent’anni fa e, lasciatemelo dire, lo stesso Amico. Fama e successo, quasi incredibilmente, non ne hanno modificato la semplicità e la schiettezza. Ed è questo che mi fa pensare a lui non solo come grande artista, ma anche come grande uomo.

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