SEMIGIO’

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Spettacolo E non solo

Questa è la prima volta che mi presento a voi.
Chi sono? Beh, quand’ero piccolo parenti e amici dicevano di me: “Quando sarà grande diventerà uno show-man!”

In effetti, chi pensava che avrei fatto del  palcoscenico la mia professione  ci aveva -in un certo senso- azzeccato. In questo spazio mi piacerebbe raccontarvi del fascino che esercitano su di me alcuni spettacoli, l’arte e il talento in generale. 
Sin da quando avevo pochi anni ho sempre dimostrato una sorta di attrazione fatale (ma non così pericolosa!) nei confronti di persone e personaggi che esprimevano un qualcosa che avrei poi in età successiva collegato al termine “arte”. Questo significa che se guardavo la televisione, avevo una netta preferenza soltanto per alcune delle figure che riempivano quella magica scatola fatta di immagini: una voce che per me restava inconfondibile, l’espressività di un viso, un modo accattivante di muoversi. Insomma ciò che oggi potrei chiamare carisma.

Da allora ho sempre conservato quel senso di stupore e curiosità verso coloro che regalano al resto del mondo ciò di cui tutti hanno sempre bisogno: l’emozione. Attraverso una canzone, un quadro, una frase, il linguaggio e il movimento di un corpo. Le ritengo persone speciali, in grado di “colorare” questa vita e renderla più ricca di interesse. Sfamano i nostri sogni, li fanno vivere. Di questo parlerò, indicando ciò che di volta in volta mi avrà regalato belle sensazioni e cercando di trasmettervele almeno in parte. Allora lasciatemelo dire: “ Su il sipario!!”…

E speriamo nella presenza di qualche spettatore!

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Moda In movimento

Ciao a tutti, sono Mi! Per iniziare voglio raccontarvi come è nata la mia passione per la moda.  All’età di otto anni, a differenza di molto bambini, io decidevo già come vestirmi. 

Logicamente all’inizio seguivo la moda del momento e purtroppo a volte capitava d’indossare cose terribili.
Vi ricordate quel fantastico periodo dove tutti indossavano quelle scarpe con la zeppa di una marca(per fortuna scomparsa in poco tempo) chiamata “Buffalo”?

Oggi sicuramente non commetterei più certi errori. Ho imparato a prendere dalla moda, stagione dopo stagione, solo quello che è nel mio stile e non ad acquistare qualsiasi cosa solo perché la indossano tutti.

Ognuno attraverso il modo di vestire può far capire agli altri qualcosa della propria personalità e quindi se quest’anno va di moda il viola e voi lo odiate… non compratelo!

In questo spazio vorrei proprio suggerirvi e condividere particolarità e innovazioni proposte da stilisti e designer di tutto il mondo (non solo in termini di abbigliamento) che secondo me sono davvero interessanti. Ognuno di voi potrà poi decidere se coniugarle o meno alla propria personalità.

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GIOchi di prestigio

Ed eccomi anche io! Sono “Giò”. Questa volta sarebbe il caso di dire: “l’abito fa il monaco”… anzi, il prestigiatore.

La mia storia si può dire che parta proprio da qui, dal mondo della magia.  Era il 1985 quando all’età di 13 anni ero circondato da tante domande su quale sarebbe stato il mio futuro, che cosa avrei fatto da grande… e come tanti ragazzi della mia età andavo a scuola, giocavo a pallone ai giardini, e rincorrevo sogni. Uno di questi era di diventare un “mago”. Dispensatore di illusioni, uno di quei signori distinti ed elegantissimi che sanno trasformare un paio di guanti bianchi in una colomba, una pallina in una carta da gioco e che qualche volta spariscono in una nuvola di fumo.

Già… sogni. Sì, perché se vuoi imparare a suonare il pianoforte cerchi una scuola per musicisti e il resto dipende da te. Se vuoi imparare a ballare vai in una scuola di ballo e balli. E se vuoi fare il mago dove vai? Ed ecco che dopo l’estate di quell’anno il sogno di compiere illusioni era come per magia scomparso. Ma un giorno accadde l’imprevisto: giunse al teatro Smeraldo di Milano uno spettacolo teatrale: “Varietà”, scritto e diretto da Maurizio Scaparro. Il cast vedeva come protagonisti nomi quali Massimo Ranieri, Marisa Merlini, Galeazzo Benti e tanti altri. Fra loro sapevo esserci anche un giovane, ancora sconosciuto al grande pubblico. Dopo il debutto della prima serata, tutti quegli artisti andarono a cena nel vicino ristorante di proprietà dei miei genitori. L’indomani mia mamma mi disse che avrei dovuto assolutamente andare a vedere quello spettacolo, in quanto proprio quel giovane non ancora famoso era capace di numeri a dir poco incredibili.
La sera seguente io e mia sorella puntuali alle 21 eravamo seduti in platea. Dopo circa 15 minuti ecco spuntare da un’enorme cesta di vimini l’atteso personaggio: era Arturo Brachetti, che con 10 costumi e qualche colpo di magia fece risvegliare il mio sogno. Ebbi la fortuna di conoscerlo e di ricevere da lui i primi,  preziosissimi consigli per iniziare un percorso. Sono passati molti anni… ma proprio grazie a lui ho imparato che, con o senza magia, si può ( e si deve) comunque stupire…

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