Giovanni Baglioni: non “figlio d’arte” ma Artista figlio d’Artista…

24 03 2012

Tutti o molti esseri umani prolificano, perciò è ovvio che lo facciano anche i tanti artisti che popolano la scena italiana. Meno ovvio è che un essere umano dedito all’arte (in qualsiasi forma la esprima) metta al mondo un figlio o una figlia altrettanto ferrati in creatività. Ma sarà la voglia di emulazione delle genitoriali gesta, o la cosiddetta “aria” che il rampollo respira in casa (magari discografica), o più semplicemente il pensare di avere una strada già ben tracciata avanti a sé… Fatto sta che siamo abituati a figli e figlie d’arte collocati “di diritto” nei palinsesti televisivi e radiofonici nonché in altri settori notoriamente privilegiati. Il risultato è il più delle volte triste e sconfortante: nel migliore dei casi il nuovo “artista” è bravino ma lungi dal ricordare il carisma del genitore, nel peggiore oltre ad un mediocre ma affermato personaggio noto dobbiamo sorbirci persino l’incapacità della sua prole! Beh… per fortuna non sempre è così. E’ il caso, per esempio, di Giovanni Baglioni: virtuoso vero, artista con la a maiuscola, magico manipolatore di quello strumento chiamato chitarra. Lui, a differenza del padre, non canta. Non scrive canzoni che spesso entrano dentro di noi e raccontano le nostre vite, dando parole e musica a ciò che non sapremmo raccontare… Lui, Giovanni, che dal padre certamente è stato contagiato nel suo avvicinarsi all’universo musicale, ha scelto una sua “nicchia” dove esprimere la propria abilità creativa e il suo talento. Dimostrando una forte e indipendente personalità, entrando non in scia ma di diritto nel mondo dell’ Arte. Onore al merito!

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Baglioni

30 12 2009

Mille giorni di te e di noi.

Ero poco più che un ragazzino, quando una sera davanti al mio televisore seguii per la prima volta un tuo concerto. Non fu più la stessa cosa. Per me la musica, da allora, è alchimia di note e parole. Messaggi che arrivano diretti all’anima e la strapazzano dolcemente. Il tuo modo di “scrivere le immagini” ha tracciato in me un solco profondo, nel quale ancora oggi semino emozioni e raccolgo poesia. E la poesia, come la musica, è miracolosamente contagiosa: anche Giò se n’è ben presto innamorato e da anni vive le tue note, come me. Ti abbiamo incontrato ultimamente al Teatro Arcimboldi di Milano, nell’Opera Pop Q.P.G.A. che stai portando in giro per l’Italia: sei stato un Claudio Baglioni grande e generoso come sempre, con oltre tre ore di spettacolo e la tua voce capace di compiere miracoli. Da quando ti ho “scoperto” ad oggi sono passati diversi anni, ma – come tu ci hai insegnato – la vita è adesso.

Grazie, per questo ennesimo incontro.