Cinema da vedere e quasi da toccare.

2 07 2009

SE_cinema3D

Ero bambino… e ricordo mia madre raccontarmi di quel cinema “strano” nel quale le immagini e gli oggetti sembravano schizzare fuori dallo schermo e investire la platea.

“La gente aveva paura… e così smisero di fabbricare quelle pellicole”.
Io restavo sulle sue ginocchia, la bocca spalancata, la mente di bambino che immaginava scene paurose, magari di automobili o treni che uscendo dal grande fondale del cinema seminavano il panico fra gli spettatori.

Ho sempre ricordato quei racconti, certamente deformati dai ricami della mia fantasia, e quando- pochi mesi fa- sono andato a vedere per la prima volta un film in 3d… beh, un po’ di quell’incanto si è rotto.
Certo, gli effetti sono notevoli, in qualche caso pare davvero che un oggetto esca dallo schermo e arrivi sopra le teste, un paio di file davanti a noi… è lì, sospeso, che viene istintivo tendere la mano e provare a toccarlo.
Ma di certo nulla è così impressionante come nella traduzione di quei racconti, e nulla spaventa davvero il pubblico che affolla il cinema. Sarà forse per questo che il 3d è “tornato”, e anzi sta prendendo piede velocemente tanto da riguardare molte delle ultime pellicole giunte nelle sale.
Per chi come me abita a Vimercate o comunque nella zona di Monza e fosse interessato a vivere questa esperienza (a mio parere molto divertente, soprattutto se il film è un cartoon) può trovare una sala dedicata al tridimensionale all’interno dell’ UCI Cinemas del Bicocca Village di Milano. E buona visione!





Io sono un Istrione

28 05 2009
“Io sono un istrione”… mai canzone si adattò meglio ad un interprete. Lui è Massimo Ranieri, che ha reinciso il celebre brano portato al successo da Charles Aznavour.
E’ la quarta volta che assisto al concerto teatrale di Ranieri dal titolo “Canto… perché non so nuotare”, ed ogni volta ciò che mi regala è un prezioso scrigno di brividi da portarmi a casa.
Sì, perché le emozioni sono un vero tesoro, e chi le offre merita più di un plauso. Vorrei si superassero più spesso le barriere “generazionali”, che portano molti giovani a non avvicinarsi neppure a certi performer e a disertare i teatri. Al di là dei gusti musicali personali ( sempre rispettabilissimi), mi permetto di dire che sono soldi spesi bene quelli per un biglietto che ci permette di assistere a due ore e mezza di vero spettacolo, un ben amalgamato mix di musica dal vivo, danza, recitazione.
Per non parlare poi dello squisito virtuosismo del protagonista: a 58 anni Massimo Ranieri incarna il prototipo dell’artista eclettico e completo, la scena è il suo habitat naturale e lui si regala al pubblico in veste di cantante, attore, addirittura atleta, senza risparmiarsi mai, toccando tutte le corde della suggestione e dell’impatto emotivo con mestiere ma mai semplice ritualità. massimo-ranieriE’ in giro per l’Italia da quasi tre anni con questo concerto e ancora molte repliche lo attendono, se vi capitasse l’occasione…